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PostHeaderIcon Garantismo e Principio di precauzione

L’11 luglio scorso, la Gazzetta del Mezzogiorno da notizia dell’udienza preliminare del processo sul caso Fenice-EDF-Sigillito che avrà luogo il 4 ottobre prossimo.

Nella lista delle richieste di rinvio a giudizio si leggono i nomi di Salvatore LAMBIASE e Antonio SANTORO, persone che attualmente  rivestono, rispettivamente, gli incarichi di dirigente Ufficio Compatibilità ambientale della Regione Basilicata e dirigente dell’Ufficio ambiente della Provincia di Potenza.

Persone che hanno un ruolo fondamentale rispetto alle attività dell’inceneritore Fenice-EDF di San Nicola di Melfi: il primo è presidente della conferenza di servizi istituita per il rilascio dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale), il secondo è firmatario della Det. Dir. della provincia che autorizza il conferimento del rifiuto “tal-quale” proveniente dalle città di Potenza, Melfi  e Lavello verso l’inceneritore.

Persone che - secondo la Procura di Potenza – si sono rese colpevoli di omissione di atti d’ufficio poiché nel marzo 2009, a seguito della comunicazione dell’ARPAB di inquinamento delle falde acquifere, non hanno interrotto l’attività dell’inceneritore “in contrasto con le prescrizioni imposte dalla Det. Dir. Reg. n° 75F/2000/D/498 del 19 ottobre 2000 e della Det. Prov. N° 2986 del 19.10.2005” (cit. disposto d’arresto Procura di Potenza).

In questi casi, rispetto alle accuse mosse nei confronti di imputati, si suole essere “garantisti” fino al pronunciamento del giudizio.

Ma la nostra domanda è: tra gli interessi di una azienda privata (Fenice-EDF) e la salvaguardia del territorio e della salute delle comunità irreversibilmente compromessi da almeno 10 anni, quali “garanzie” di imparzialità e di rigore ci vengono offerte?

Le Istituzioni Regionali, o meglio, i presidenti De Filippo e Lacorazza ritengono giusto affidare a persone in attesa di giudizio gli iter autorizzativi di una azienda che si è dimostrata inaffidabile, arrogante, poco collaborativa e tuttora operante fuori norma?

Incomprensibile. Ancora una volta non riusciamo a capire quale sia la logica che da una parte permette ad indagati di continuare ad occuparsi di Fenice-EDF e dall’altra punisce il ten. della polizia provinciale Di Bello, reo di aver cercato di informare le comunità su un pericolo di inquinamento.

Forse sarebbe sufficiente affidare certi compiti ad altre persone, ma evidentemente c’è una interpretazione del tutto originale dei concetti di “garantismo” e di “principio di precauzione” da parte di chi governa e dirige questa regione.

 

COMITATO DIRITTO ALLA SALUTE

 

PostHeaderIcon OSSERVAZIONI NEL MERITO RISPETTO A QUANTO COMUNICATO DA FENICE AMBIENTE

A seguito della nota diffusa ieri, 29 maggio 2012, dalla società Fenice Ambiente srl (gestore dell’inceneritore FENICE di San Nicola di Melfi), il Comitato “Diritto alla Salute” ritiene opportuno chiarire e specificare con maggiore puntualità alcuni concetti espressi dal Dott. D’Ecclesiis nella relazione presentata alla commissione regionale d’inchiesta su Fenice e durante l’incontro pubblico organizzato a Melfi il 26 maggio scorso.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 31 Maggio 2012 13:59)

 

PostHeaderIcon FENICE: SCOMODA PRESENZA!

Ultimo aggiornamento (Giovedì 24 Maggio 2012 08:02)

 

PostHeaderIcon VOLANTINAGGIO + INCONTRO OPERATIVO

Domenica 6 maggio 2012, alle ore 12:00 e alle ore 19:30, saremo per le vie principali di Lavello a distribuire questo volantino, informare i nostri concittadini ed invitare tutti ad un incontro OPERATIVO presso la sede del Comitato Diritto alla Salute, mercoledì 9 maggio alle ore 20:00, per decidere del nostro futuro.

Noi non abbiamo alcuna intenzione di rimanere inermi!

 

PostHeaderIcon Firma la petizione online!

Noi cittadini residenti nella zona Vulture-Melfese-AltoBradano siamo contrari ALL'INCENERIMENTO DEL RIFIUTO "TAL QUALE" presso il termodistruttore Fenice-EDF di San Nicola di Melfi.

Chiediamo ai sindaci di Lavello e di Melfi di
1. non conferire i rifiuti dei propri comuni all'inceneritore;
2. di opporsi con ogni mezzo alla determina dirigenziale della Provincia di Potenza ;
3. di vigilare con gli organi di polizia locale affinchè ciò non accada.

[ FIRMA LA PETIZIONE ONLINE SU firmiamo.it ]

Ultimo aggiornamento (Domenica 12 Febbraio 2012 19:40)